Il CESI Italia è salito la scorsa ottava ad un nuovo massimo dal 2003, trascinando verso l’alto la performance a 4 mesi del FTSE MIB: il miglior tasso di variazione a 17 settimane degli ultimi cinque anni per la borsa italiana.

L’andamento della passata settimana dei mercati ben racchiude il tema adottato nell’ambito dell’aggiornamento semestrale del 2020 Yearly Outlook, la cui pubblicazione è prevista per dopodomani: un perenne e irrisolto conflitto fra economia in boom – a giudicare dai massimi storici raggiunti da diversi indici delle sorprese macro – e l’aumento della casistica di CoViD19; fra talune borse internazionali (Cina, Taiwan) sui massimi dell'anno e rendimenti obbligazionari in un range ristretto, in prossimità dei minimi; fra uno S&P500 che dall'inizio del 2020 cede soltanto lo 0.3%, grazie all'apporto di un plotoncino di ben note società; e la versione equiponderata: che rispetto al 2019 denuncia tuttora un passivo maggiore del 10%. E ancora: fra una netta preferenza per le opzioni call da parte del pubblico retail, e massicci deflussi dai fondi comuni di investimento azionari da parte dei medesimi soggetti.

Sono riflessioni che ben spiegano lo stallo maturato nelle ultime settimane, con buona parte dei mercati incapaci di spingersi oltre i massimi di inizio giugno. Colpa in buona misura della tenuta della resistenza opposta dalla canonica media mobile a 200 giorni: vale per Piazza Affari nonché per i principali indici europei.

La borsa italiana ha potuto godere dello slancio offerto dai dati macro: negativi, certo, ma migliori delle aspettative degli economisti. Il CESI Ita è salito la scorsa ottava ad un nuovo massimo dal 2003, trascinando verso l’alto la performance a 4 mesi del FTSE MIB, come si può apprezzare dalla figura a pagina 2. Sotto questa prospettiva, il miglior tasso di variazione a 17 settimane degli ultimi cinque anni sarebbe passibile di ulteriore progresso, vista la discrepanza venutasi a generare con il CESI. Insomma, non sarebbe sorprendente se nelle prossime settimane il mercato italiano si migliorasse ulteriormente.

In termini total return la borsa italiana è salita a luglio in 8 degli ultimi 11 anni, sicché la vitalità manifestatasi in questa prima decade del mese, non può certo sorprendere. Ad un esame più ravvicinato, però, la stagionalità benigna risulta concentrata nella prima metà del mese. Non a caso, come rileviamo nella apposita sezione, Wall Street fa registrare performance medie benigne per tutti gli undici sottoindici nella settimana entrante, ma soltanto in 6 casi da qui ad un mese.

Lo stesso Nasdaq, salita ad un nuovo massimo storico, celebra il suo “rally di Natale estivo” fra la terz’ultima seduta di giugno e le prime nove sedute di luglio, come segnalato a suo tempo (positivo in questa finestra temporale in 27 delle ultime 35 sedute). Il che conferma una certa difficoltà ad ulteriore miglioramento, a cui fra qualche giorno andranno incontro gli indici USA.