I fondi di frontiera battono gli emergenti grazie alle mid cap. Nonostante entrambe le regioni siano state in forte sofferenza negli ultimi 12 mesi, riportando perdite superiori al 10% (l’indice Msci Frontier Markets e il FTSE Emerging hanno ceduto rispettivamente il 15,04% e il 14,12%, rendimenti al 5/7/2016), il top performer della categoria Morningstar Azionari internazionali mercati di frontiera, Charlemagne Magna New Frontiers, ha realizzato un risultato superiore a quello conseguito dal migliore tra gli Azionari Paesi emergenti (F&C Traditional Funds - Global Emerging Markets Fund A USD Accumulating), grazie ad un attento stock picking tra le società a più bassa capitalizzazione di mercato.

Stefan Bottcher, che gestisce il fondo Charlemagne Magna New Frontiers dal 2011, predilige da sempre il segmento mid/growth per andare alla ricerca di titoli che gli possano garantire un rendimento elevato nel breve termine. Negli ultimi 12 mesi il comparto ha realizzato +6,08% puntando su un’asset allocation che si caratterizza per una maggior esposizione, rispetto alla media, nei settori healthcare e tecnologia e su una attenta selezione dei titoli.

L’investimento in Banca Transilva, ad esempio, che pesa in portafoglio per circa il 3% del patrimonio netto del fondo, ha prodotto un ritorno dell’1,62% (un quarto della performance complessiva del comparto). Nel periodo considerato la banca rumena ha visto salire la propria capitalizzazione di mercato del 47,33% in scia agli ottimi dati del 2015 in cui l’istituto di credito ha visto crescere il fatturato e ha significativamente aumentato i margini di profitto. Altre scelte di successo sono state quelle di NMC Health, la catena di strutture sanitarie attiva negli Emirati Arabi, e Mobile World Corporation, società vietnamita attiva nel settore della telefonia e dei servizi di information technology, che hanno prodotto un ritorno rispettivamente dell’1,58% e dello 0,89%.