L’epilogo di marzo consegna agli archivi un mese con un saldo positivo, che non si vedeva da novembre 2015.

Una rondine, (il periodo è consono) che non equivale a primavera grafica dell’indice, anche se si può argomentare di una certa stabilizzazione del quadro generale.

Se formalmente la segnaletica del quadro superiore dell’indice (settimanale e mensile) è ancora in orientamento di debolezza, lo spunto rialzista tra 18200 e 19200 intervenuto nell’immediato post Bce del 10 marzo ne ha mitigato la portata.

In chiusura di ottava, stasera, si coglieranno poi i nuovi elementi che il quadro settimanale potrà fornire.

Il grafico sotto riportato, in rappresentazione del Ftse Mib a candele giornaliere, realizza in modo visivo l’effetto della coabitazione di segnali direzionali con quelli di stabilizzazione.

I livelli dinamici di periodo, che nell’analisi Candle Model sono costituiti dalle medie di sfondo, si vede come fungano da attrazione dei prezzi, accantonando la missione più reattiva che ad esse si confà in fasi più spiccatamente direzionali.

Una tale indole dei prezzi rende meno inusuali cambi di proposte direzionali all’interno dello stesso spazio grafico.

In questo contesto a soccorrere l’efficacia interpretativa è il ricorso alle indicazioni direzionali desunte dalla compagine grafica inferiore (Ftse Mib in candele a 4 ore, nel caso specifico), utile per meglio intercettare gli intermittenti spunti direzionali che nella scala grafica superiore (grafico giornaliero) risultano catalogati come movimenti erratici o, all’opposto, possano far scattare indicazioni direzionali senza significativi sviluppi.