Nel nostro ultimo articolo, quando il future sull’indice italiano era intorno ai 20.300 punti, abbiamo scritto che l’imperativo era “non comprare”. Era facile, a mio avviso dirlo, perché, anche se successivamente le quotazioni del Ftse Mib sono andati anche oltre i 21.000 punti, era chiaro come ci si trovasse in un’area di arrivo piuttosto che di partenza.

Adesso ciò appare evidente anche ai più e quindi riprendiamo lo stesso grafico proposto allora, al fine di far valutare che, se tutto quanto è avvenuto fosse un rimbalzo, si potrebbe andare giù (Figura 1).

Figura 1. Future FtseMib – grafico settimanale

Teniamolo in considerazione. E soprattutto, teniamolo in considerazione adesso. Sì, perché il mercato si muove per onde. E se l’onda che comanda fosse l’onda 1, allora sarebbe inevitabile andare sotto i 14.000 punti e, probabilmente sotto i 12.000.

D’altra parte bisogna essere oggettivi: se bisogna fare un piano contro la discesa bisogna anche dire che, laddove i prezzi trovassero una base, non possiamo essere così presuntuosi da pensare che non esiste la via del rialzo. E’ per questo che ci facciamo guidare dai segnali e lasciamo poco spazio all’ interpretazione. Anche in un ribasso generalizzato ci potrebbero sempre essere i “buoni” e i “cattivi”.

Tra i “buoni” potrebbe rientrare il titolo Ferrari. Il suo trend per ora è indiscutibilmente positivo, anche se i massimi del Febbraio scorso non sono stati superati e ci troviamo proprio su palesi livelli di resistenza (Figura 2).

Figura 2. Ferrari – grafico mensile

Quindi il titolo rimarrà tra i buoni solo se si terranno i 151,54 euro e un long potrà essere mantenuto con stop sotto 115,45 euro.

I “cattivi” sono tanti e tra questi c’è senza dubbio il titolo Eni che è in un ribasso quindicennale e ha completato il suo ultimo rimbalzo. Purtroppo il titolo conta molti innamorati non corrisposti e questo potrebbe tramutarsi in un problema non solo di cuore ma di portafoglio se il titolo andasse sotto i 6,26 euro del minimo precedente (Figura 3).

Figura 3. Eni – grafico mensile

Prudenza quindi perché uno short è già in atto.