I venti di scissione nel PD generano tensione e paventano rischi di governabilità futura originati da nuova frammentazione politica.

Tentenna l’indice Ftse Mib, che si fa interprete di qualche preoccupazione degli operatori di mercato.

Per quanto concerne la lettura operativa dell’indice, è in osservazione la tenuta di dei livelli di perimetro – ora coincidenti − dell’ipotesi rialzista tanto di calibro giornaliero quanto settimanale.

Partiamo dal quadro giornaliero, latore del segnale di breve.

L’ultima indicazione direzionale comparsa risale a mercoledì 8 febbraio, per mano di un Modello di InverTrend rialzista che a 18770 ha confezionato una proposta rialzista (vedi report del 9/2).

A metà febbraio il Ftse Mib ha sofferto l’ingresso nell’area di interstizio grafico tra 19150 e 19330, declinando il calo di forza propulsiva rialzista in pigro stazionamento attorno ai numerosi livelli dinamici (da quello settimanale a quello mensile) che si sono dati appuntamento tra 18900 e 19100 (vedi grafico qui sotto).

La dinamica recente dell’indice assegna a questo punto all’area di minimo di venerdì scorso, 18800/18820, il presidio dell’ipotesi rialzista collegata al segnale intervenuto l’8 febbraio, la quale ipotesi rialzista si innesta in modo coerente con il Modello di sfondo della struttura giornaliera del Ftse Mib, un Boomerang inferiore in corso da gennaio che, sin tanto attivo, richiama un percorso rialzista sino a 19580 (inizio dell’area di frontiera del Modello), in prima battuta, e poi 19810, di completamento del Modello.