La lentezza e stasi dei prezzi del future sul Ftse Mib 40 in questa fase di scadenze tecniche non debbono a mio avviso ingannare. Esiste infatti un’affidabilità nel comportamento delle oscillazioni di borsa. Prima di un ampio movimento c’è sempre una grande inerzia, una calma apparente.

Ecco che i prezzi del future nostrano, quindi, che solo qualche mese orsono sembravano non dover smettere mai di salire si sono acquietati da ben ventisei settimane, se escludiamo picchi e depressioni, tra area 22.800 e 22.000 punti (Figura 1).

Figura 1. Future FtseMib40 – grafico settimanale

I corsi, che sono come le acque di un fiume, però non potranno rimanere incanalati a tempo indefinito: sicuramente “strariperanno”, da una parte o dall’ altra. Su questo si può stare sicuri.

Meno definita è come al solito la direzione di uscita della prossima grande esondazione: al rialzo o al ribasso?

Si può dire per ora che puntare sul rialzo non terrebbe in considerazione due elementi: la necessità dei mercati di oscillare, ovvero alternare salite e discese e il fatto che l’area di valori attuali rappresenta una zona di resistenze addirittura storiche.

Riguardo al primo elemento non si può fare a meno di notare che la salita dai minimi del 2016 di 14.990 punti è durata diciassette mesi sino al suo massimo di gennaio 2018. Anche la fase contraria deve avere una durata comparabile (Figura 2).

Figura 2. Future FtseMib40 – grafico settimanale