Smettete di affannarvi per capire cosa faranno i mercati, perché tanto è impossibile. Almeno così dicono, ma forse non è del tutto vero. Qualche regola, in effetti, esiste, e adesso la vediamo.

Tutte le parti del sistema economico e del mercato sono correlate. Le correlazioni hanno spesso una natura duplice e complessa. Ogni notizia, ogni dato, ogni evento con rilevanza economica, effetto di una o più cause antecedenti, diventa a sua volta causa che può generare effetti sia sulla crescita (e crescita attesa), sia sull’inflazione (e inflazione attesa): questa azione può teoricamente rivolgersi ad un solo lato, ma nella realtà essa impatta quasi sempre, in modo simultaneo, entrambe le componenti (crescita e inflazione), generando effetti complessi e a volte apparentemente contraddittori. Ricordiamo che il sistema è un meccanismo dinamico di energie e di forze convergenti o contrapposte, di pesi e contrappesi, in una continua ricerca di nuovi equilibri dei prezzi rispetto al dinamismo del valore.

Lo schema di sintesi dei casi possibili si può rappresentare come segue.

  • Dati macroeconomici positivi suggeriscono l’ipotesi di un futuro incremento dei consumi e degli investimenti non finanziari, dunque di una maggiore crescita sistemica attesa e di maggiori profitti futuri per le aziende; questo ha un impatto positivo sul valore, sul prezzo delle azioni e sugli indici azionari in genere (relazione primaria),
  • ma eleva anche le attese di inflazione e dunque fa ipotizzare un orientamento più restrittivo o meno espansivo della politica monetaria (tassi più alti o meno bassi): questo ha invece un impatto negativo sul valore, sul prezzo delle azioni e sugli indici azionari in genere (relazione secondaria).