Facile scorgere i motivi del disorientamento degli investitori nei giorni più recenti. Il conseguente sell-off, è risultato terzo per intensità da aprile, dopo i cali del 01/04 (-4.4%) e dell’11/06 (-5.9%). Entrambi si risolsero in un nulla di fatto per il mercato.

Settimana di consolidamento dopo gli entusiasmanti progressi messi a segno da marzo in avanti. Il MSCI World mette a segno un ripiegamento del 2.3%, del tutto simile all’esperienza vissuta prima della metà di giugno: sarebbe stato un incidente di percorso, subito recuperato. Perdite contenute per Wall Street la quale, nonostante ad un certo punto venerdì lamentasse un passivo del 6.5% rispetto al massimo di due giorni prima; chiude sui livelli più contenuti delle ultime due settimane, mantenendo una performance ampiamente positiva da inizio anno (+6.1%) e ovviamente da marzo (+56.4%).

A posteriori, è facile scorgere i motivi del disorientamento degli investitori nei giorni più recenti: se un vaccino dovesse effettivamente essere reso disponibile in autunno, come si vocifera, le società tecnologiche che hanno prosperato in questa stagione “a porte chiuse” perderebbero appeal agli occhi degli investitori. In secondo luogo, l’economia viaggia a ritmi spesso superiori alle attese degli economisti, e questo riduce l’urgenza di nuovi stimoli monetari e soprattutto fiscali.

Infine, tecnicamente il mercato ha fatto i conti con la stridente quanto anomala correlazione positiva venutasi a creare negli Stati fra S&P500 e volatilità, come denunciato nel Rapporto Giornaliero del 28 agosto scorso. Un assestamento era nell’ordine delle cose.

Il conseguente sell-off, è risultato terzo per intensità da aprile, dopo i cali del 01/04 (-4.4%) e dell’11/06 (-5.9%). Entrambi, a titolo di cronaca, si risolsero in un grande spavento per gli investitori, ma in un nulla di fatto per il mercato: che dopo due sedute all’insegna del consolidamento, sarebbe tornato a crescere armoniosamente.

Il fatto è che storni molto intensi, in un contesto di fondo rialzista, tendono a risultare minacciosi come i temporali estivi: irruenti, ma di breve durata. In termini meno prosaici, dal 1950 si contano 18 episodi formalmente comparabili all'esperienza delle ultime due sedute a Wall Street. Il rapporto di oggi delinea le attese per il brevissimo nonché, soprattutto, per i prossimi tre mesi.