I mercati azionari stanno vivendo un periodo incerto, è sotto gli occhi di tutti, le ragioni sono molteplici, guerra commerciale Cina-Usa, Brexit e rallentamento economico in vista, ma davvero il ciclo economico espansivo, iniziato dopo la crisi dei subprime nel 2008, è giunto al termine? La domanda che più spesso mi pongono i clienti è: quanto durerà il periodo di crescita? Non importa se ci stiamo avvicinando alla fine del ciclo o siamo alla fine. Ciò che è chiaro, è che siamo molto più vicini alla fine rispetto all'inizio. Ciò pone una sfida per gli investitori: dove investire la liquidità?

Noi trattiamo azioni, il PIL non sorprende, i profitti societari migliorati e l'aumento dei prezzi azionari si muovono in maniera sincrona. Ma, a fine ciclo, gli investitori non vedono l'ora di chiudere le posizioni di guadagno e diventano nervosi. Quindi la prudenza è il fattore dominante. Aumentare l'esposizione su capitalizzazione alte e aziende con fondamentali solidi, anche in periodi negativi di mercato, ci sono settori che non perdono.

Cercare la qualità, solidi dati finanziari e buoni dividendi in cui hai un alto grado di fiducia che verranno pagati. Noioso e vecchio stile? Forse, ma se ci saranno delle oscillazioni la qualità vincerà sempre perchè è la più richiesta. Cerchiamo di analizzare il motivo principale di questo periodo nervoso, correttivo, volatile, scegliete voi il termine, alla fine il risultato è lo stesso, i mercati stanno scendendo.

La guerra commerciale Cina vs USA

Il Trade Representative statunitense Robert Lighthizer ha riferito domenica che considera il 1° marzo "una dura scadenza" per raggiungere un accordo sul commercio con la Cina e che le nuove tariffe saranno imposte diversamente. Il ministero del commercio cinese ha risposto in una breve dichiarazione che entrambe le parti si sono scambiate opinioni sul raggiungimento di un accordo durante il G20, stanno spingendo per un secondo incontro per attuare la prossima fase delle consultazioni economiche e commerciali. Il caso dell'arresto di Meng Wanzhou, figlia del fondatore Huawei ha complicato non poco le trattative.