Il bull market iniziato a marzo darà ancora notevoli soddisfazioni

Quando gli operatori sono pessimisti, è segno che hanno venduto: in mano non ci sono titoli da vendere, ma denaro da impiegare, eventualmente per comprare. Di G.Evangelista

Abbiamo sperimentato la correzione più profonda del bull market iniziato a piazza Affari il 6 marzo; un bull market “ciclico” (non certo strutturale), come profetizzato all’inizio dell’anno in sede di 2009 Yearly Outlook; ma cionondimeno un bull market che ha dato e darà ancora notevoli soddisfazioni. Il raggiungimento dell’ultima scadenza ciclica di questo mese contrassegnerà l’esaurimento della fase correttiva e l’avvio di una nuova gamba di rialzo.Un aspetto interessante è rappresentato come sempre dal sentiment degli investitori: il Panic Index, una misura del livello di pessimismo che calcoliamo per il mercato azionario italiano, si è spinto da un paio di sedute sopra la significativa soglia dei 100 punti: è un livello che nel bear market devastante iniziato a maggio 2007 e presumibilmente finito (almeno temporaneamente) tre mesi fa, diceva poco o nulla. Ma in un differente contesto, in un contesto rialzista di fondo, rilevazioni oltre i 100 punti assumono un preciso significato di picco di pessimismo da parte degli investitori (si pensi alle frequenti rilevazioni di questo tipo successive al minimo di marzo 2003). Quando gli operatori sono pessimisti, è segno che hanno venduto: in mano non ci sono titoli da vendere, ma denaro da impiegare, eventualmente per comprare; e a quel punto occorre soltanto un catalizzatore per rilanciare il mercato.Nota. Il presente commento è un estratto sintetico del Rapporto Giornaliero, pubblicato tutti i giorni alle 8.20 da AGE Italia; pertanto eventuali riferimenti a studi tecnici vanno intesi riferiti ai grafici ivi riportati. Informazioni su contenuti e modalità di sottoscrizione sono disponibili sul sito di AGE Italia.