Il recupero odierno ha una valenza rialzista “doppia”

Il dato che più conta è il recupero di area 18750 punti, che ci costringe, almeno oggi, a considerar la violazione al ribasso della stessa quale un “falso segnale”. Di E.Macallè

Come sempre, ripartiremo da quel che s’è scritto il giorno prima: “Dir che non c’è nulla che possa farci credere in una ripresa dei corsi sin da domani è professionalmente corretto (da analisti!), ma a sfrucugliar meglio, nei meandri degli eventi, si potrebbe scoprir che, forse, c’è qualcosa che potrebbe farci “sperare” in una ripresa dei corsi sin dalla prossima seduta: anche se non del tutto canonica, infatti, la figura costruita in corso di giornata è da interpretarsi come una “gravestone doji” o “pietra tombale”, una figura che se appare sui minimi di una ben evidente tendenza ribassista assume solitamente valore di “figura rialzista”. C’è da crederci?… Crederci non costa nulla se al semplice credere non seguirà alcun’operatività (e così deve essere: anche se facciamo un tifo “sfacciato” per un eventuale ripresa al rialzo del nostro mercato, mai apriremmo una posizione “in tendenza” sulla base di un dato quale quello appena descritto!), tuttavia, può esserci utile: una “gravestone doji”, infatti, può dirsi tale solo se il giorno successivo s’assiste veramente ad un’inversione nella tendenza in corso. Come dire che se domani assisteremo ad una ripresa dei corsi n’avremo conferma, altrimenti quello odierno sarà uno dei tanti segnali privi di significato che i mercati sono soliti dare in alcune occasioni (e questa sarebbe, dunque, una di quelle). Se qualcuno, però, pensa che la nostra, in fondo, non sia un’affermazione, bensì una tautologia (“se il mercato sale… sale”) si sbaglia ed anche di molto. Ieri non avevamo scritto che il mercato sarebbe potuto salire ed oggi, invece, lo facciamo: non ne siamo convinti, ovvio, ma il dubbio ci viene e sullo stesso, forse, potrebbero soffermarsi anche altri e non solo noi. Anche perché: che “doji” sarebbe altrimenti?… Una “doji”, infatti, è figura d’incertezza.”