Il secondo semestre consentirà un recupero di parte delle perdite del 2008?

Nell’immediato la borsa americana è reduce dal raggiungimento della scadenza ciclica che ha portato al minimo di martedì scorso. Di G.Evangelista

Si avvia a conclusione questo turbolento primo semestre del 2009. Un semestre caratterizzato da una prima parte drammaticamente negativa, e conclusiva di questa fase del bear market secolare; e da un secondo quarto scintillante, che ha consentito il completo riassorbimento delle perdite iniziali. A piazza Affari il deficit rispetto al 2008 è dell’1.9%, ma il saldo complessivo è lievemente positivo se si tiene conto dello stacco dei dividendi; a Wall Street la realtà è eterogenea: di poco positiva se si considera l’indice S&P500 (+2.65%), esaltante se la misura riguarda il Nasdaq Composite (+17%). Evidentemente la liquidità in borsa, non così copiosa, ha privilegiato alcuni specifici temi, e ciò si riscontra anche a livello internazionale, con alcuni mercati che hanno fatto la felicità degli asset allocator, e altri in vistoso ritardo di prestazione.Ora che ci apprestiamo al giro di boa, lo sforzo di tutti gli analisti consiste nel prevedere se questo bilancio praticamente invariato cela un ritorno di performance positiva nel secondo semestre, o meno; in altre parole, se il mercato possa ambire a recuperare anche parte delle perdite del 2008. Questo sforzo produrrà fra un paio di settimane la versione semestrale del nostro 2009 Yearly Outlook, che nella versione di gennaio è stato spettacolare nell’anticipare il minimo di marzo e il target ribassista del Dow Jones.Nell’immediato la borsa americana è reduce dal raggiungimento della scadenza ciclica che ha portato al minimo di martedì scorso, e può così serenamente avviarsi verso il top suggerito dal modello proposto in seconda pagina del rapporto di oggi; questo, nell’ambito di una fase ciclica di medio periodo da giudicarsi benigna ancora per diverse settimane.