Se è vero infatti che i misuratori dello stato di salute della congiuntura economica mondiale continuano a puntare verso il basso, è altresì vero che il mercato gode della spinta benigna proveniente da tre fronti.

Una Fed dichiaratamente accomodante, un poderoso stimolo monetario e creditizio in Cina, e una BCE che ormai ha definitivamente rimandato al 2020 il primo simbolico aumento dei tassi ufficiali; contribuiscono a favorire ancora una settimana all'insegna degli acquisti sui mercati azionari globali. Il MSCI World chiude con il saldo positivo la nona delle ultime dieci settimane: una replica di quanto visto all'inizio dello scorso anno. Meglio ancora fa il Nasdaq il quale, pur orfano dell'apporto di un opaco FANG, riesce ad inanellare una sequenza di ben dieci settimane positive di fila. Un setup sperimentato soltanto altre otto volte dal 1971 ad oggi: il Rapporto Giornaliero di oggi esamina l'andamento conseguito dal listino tecnologico nei mesi successivi.

Nel frattempo si osserva sul MSCI World una impressionante analogia storica, in essere dall'inizio dello scorso anno, e parzialmente venuta meno soltanto in occasione del collasso dello scorso trimestre; poi recuperato. Se ci soffermassimo sulla tempistica dei punti di svolta, si realizzerebbe l'imminenza di un'inversione di tendenza, che caratterizzerebbe in negativo le prossime settimane: come mostra la figura proposta nel rapporto di oggi. Una partita che si giocherà nelle prossime ore, dagli esiti incerti.

Se è vero infatti che i misuratori dello stato di salute della congiuntura economica mondiale continuano a puntare verso il basso, è altresì vero che il mercato gode della spinta benigna proveniente da tre fronti: momentum, ampiezza e stagionalità. Il primo aspetto fa riferimento alla già descritta continuità; il secondo riguarda la "qualità" del rialzo, in termini di coralità delle società quotate, che ha prodotto lo scorso 10 gennaio un segnale come non lo si vedeva da metà 2016. L'ultimo aspetto, infine, passa per la capacità, palesata dalla borsa americana, di migliorarsi in ambo i mesi di gennaio e febbraio: un setup temporale dalle spiccate caratteristiche prospettiche; specie se dovesse saltare l'ultimo argine, posto sullo S&P500 a 2815 punti.