Venerdì scorso tutti i media hanno sbandierato l'inversione della curva americana come un segnale di pericolo e come motivo di negatività per i mercati. E venerdì pomeriggio, puntualmente, i mercati sono crollati, mossi da questo input.

Cosa era successo? La notizia è che nella seduta di venerdì 22 marzo il rendimento del Treasury decennale USA è diminuito di 10 punti base portandosi al 2,439%, mentre il T-Bill a 3 mesi è salito al 2,462%: si è prodotto così uno spread tra le due scadenze intorno a 3 punti base negativi.

Si tratta di un fenomeno che non accadeva dal 2007. E così, mentre il gossip del giorno si spandeva a macchia d'olio, alimentato da tutti i media nella solita corsa contro il tempo, gli HFT estremizzavano sui book la paura, la volatilità e il ribasso, con una caccia agli stop ancora più feroce del solito, proseguita anche nei giorni successivi. Tutto ciò infatti ha immediatamente creato panico sul mercato, con i principali indici azionari in ripiegamento.

L’inversione della curva consiste in rendimenti a breve che superano quelli a più lungo termine. Gli economisti considerano l’inversione della curva dei tassi un primo segnale della fine del rialzo sui mercati azionari. In questo caso parliamo di un rialzo iniziato 10 anni fa, quindi uno dei più longevi nella storia dei mercati. Ciò vale soprattutto adesso, a fronte di un quadro di crescita globale preoccupante e in presenza di tutti i temi che danno forma alla Teoria della stagnazione secolare, di cui sono studioso e su cui sto scrivendo il mio prossimo libro. L’inversione della curva dei tassi USA è tra le condizioni più seguite dagli economisti. Essa ha preceduto ogni recessione dal 1960, anche se i tempi tra i due eventi (l’inversione della curva e l'inizio della recessione) possono variare da qualche mese (minimo sei) fino a due anni. Ciò è avvenuto nel 1989, nel 2000 e nel 2006 e la crisi economica americana è iniziata rispettivamente nel 1990, nel 2001 e nel 2008. In media, sono occorsi 17 mesi prima di entrare in recessione, mentre il mercato azionario tende ad anticipare gli sviluppi economici di circa 6-9 mesi. In realtà non ha molto senso cercare di estrapolare una tempistica così precisa perché non c'è legame causale diretto né una base statistica affidabile per farlo. Una media è affidabile se c'è un campione rappresentativo di dati sottostanti ed è significativa se la distribuzione dei dati sottostanti è normale o almeno approssimativamente normale. Come tutti sanno lo sviluppo dei movimenti di borsa non lo è. Prima obiezione.