Il debito in valuta forte dei mercati emergenti (EM) ha già sperimentato quello che sembra essere un mercato rialzista sovraesposto. Anche le obbligazioni e le valute locali dei mercati emergenti sono rimbalzate fortemente dai livelli di ipervenduto raggiunti all'inizio del 2016. La domanda chiave per gli investitori è se tali tendenze positive possano persistere nel 2018.

Con le dispute commerciali tra Stati Uniti e Cina c'è da aspettarsi una certa volatilità. Detto questo, i mercati emergenti comprendono un'ampia serie di economie che si trovano in diverse fasi di un ciclo economico. Le tendenze a lungo termine come la crescita dell'export, una classe di consumatori in espansione e l'aumento dell'uso di smartphone sembrano sostenibili.

I profitti delle imprese nei mercati emergenti sono in crescita, i flussi di cassa stanno migliorando e il livello del debito sta diminuendo. Mentre prevediamo che la volatilità rimarrà elevata a breve termine, in particolare con le elezioni presidenziali del Brasile in ottobre e le incerte risoluzioni sulle controversie commerciali, non vediamo una grande crisi che generi un danno ai mercati emergenti.

La guerra commerciale come una scure su alcuni paesi

La paura di una guerra commerciale globale è cresciuta verso la metà di giugno. Di conseguenza, ogni paese dei Mercati Emergenti ha registrato un calo dei prezzi. Forti nazioni esportatrici, come la Cina e la Corea del Sud, sono state particolarmente colpite. L'India con la sua economia relativamente isolata si è comportata un meglio in questo contesto. Il forte dollaro e le aspettative di un aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA hanno colpito i soliti paesi: Indonesia, Malesia, Thailandia e Filippine.