L’attenzione è sempre orientato verso Times Square ma, da ieri sera, il Nasdaq non è l’unico gioco a disposizione. Grazie ad una tre giorni di sfrenato rialzo, il “nostro” argento è passato ora a condurre le danze, con un saldo del 28.5% da inizio anno.

La chiusura di ieri sera dei mercati azionari USA colpisce non tanto per il segno finale; pur rilevante, in un contesto stagionale in teoria impegnativo. Quanto per il nuovo massimo assoluto conseguito dalla Advance-Decline Line del NYSE, in splendido anticipo rispetto agli indici generali. Esami alla mano, questo non comporta un bias fortemente bullish in prospettiva; ma chiarisce nell’immediato come, pur essendo le società del FANG indubbie protagoniste di questa stagione, ciò non toglie che tutte le società quotate partecipino al rialzo. E questo conforta l’investitore.

Lo stesso contesto esogeno conforta. La vendita di case esistenti negli Stati Uniti contribuisce a prolungare la sequenza di dati macro superiori alle aspettative; e sappiamo quanto un CESI positivamente inclinato incida sulla performance di Wall Street. Nel frattempo continua il deflusso biblico dagli strumenti di investimento: soltanto nell’ultima settimana quasi 19 miliardi di dollari sono defluiti da fondi ed ETF azionari. Record assoluti sono stati registrati nelle ultime 4, 13 e 52 settimane. Limitatamente all’ultimo anno, quasi un trilione di dollari è stato disinvestito dai soli fondi comuni; mentre continuano a proliferare i conti aperti presso i broker online a commissioni zero. Verrebbe da pensare che i piccoli investitori stiano decidendo in massa di fare da sé; auspicabilmente dotandosi dei migliori strumenti.

Per investire dove? l’attenzione si sposta verso Times Square ma, da ieri sera, il Nasdaq non è l’unico gioco a disposizione. Grazie ad una tre giorni di sfrenato rialzo, il “nostro” argento è passato ora a condurre le danze. Con un rialzo da inizio anno del 28.5%, l’ETF “SLV” fa ora meglio non solo del GLD (+22.9%), che replica la performance dell’oro; ma anche del popolare QQQ (+24.6%), che rispecchia l’andamento del Nasdaq. Quando si dice la salutare rotazione di mercato.

A proposito di rotazione, l’andamento delle ultime settimane, condizionato da una evidente pulsione reflazionistica in atto, sta favorendo ora la forza relativa dei listini extra-americani rispetto a quelli USA. Vedremo se questa volta il fenomeno conoscerà seguito. Ma non possiamo fare a meno di notare come il MSCI World ex USA si stia spingendo oltre la resistenza che ad inizio giugno è risultata fatale, e che da anni agisce efficacemente da spartiacque tecnico.

Le borse mondiali risultano attardate rispetto a Wall Street e dintorni, ma ora mostrano chiari segni di riscatto. Taiwan, Nuova Zelanda e Danimarca sono sui massimi storici: adesso si tratta di calcolare i livelli oltre i quali le piazze più capitalizzate imiteranno questo comportamento, sospingendo il MSCI World in analoga condizione.