Con l'esposizione azionaria contenuta raccomandata dal nostro modello di asset allocation, di certo la cautela deve regnare sovrana. Modalità rally di fine anno è un conto; strada spianata al Toro è tutt'altro discorso.

La tregua dura meno di 24 ore. Media e investitori si sono accorti presto che un'intesa commerciale fra Stati Uniti e Cina è pressoché impossibile perché, all'indomani della definitiva approvazione dell'accordo fra le economie americane, concedere un lasciapassare a Pechino priverebbe l'amministrazione americana di un comodo alibi, nel momento in cui diventerà evidente a tutti l'incompatibilità fra la strategia di finanziare in deficit la crescita della spesa pubblica, in un'economia in piena occupazione, e quella di contenere e ridurre il disavanzo con l'estero.

Ma c'é una motivazione più tecnica. Come si è affrettato a rilevare ieri Zerohedge, sito dalla vaga vena complottistica ma che talvolta - proprio come gli orologi rotti - segna l'ora esatta, ieri il mercato è stato raggiunto da un'ondata di vendite automatizzate da parte di CTA. Conferme giungono dalla scomposizione dei volumi, con l'Up Volume rappresentativo di meno del 10% degli scambi complessivi; nonché dall'esame del TICK Indicator, che ha fatto registrare la lettura media giornaliera più bassa dallo scorso 10 ottobre. Inevitabilmente, questa combinazione letale ha costretto lo S&P500 a cedere a fine seduta più del 3%: è la quinta volta che ciò accade nel corso del 2018. Bisogna risalire al 2011 per ritrovare un anno più drammatico sotto questa prospettiva.