Chiusura in continuo ribasso, appesantita dai soliti bancari, con in evidenza Unicredit con un secco -4%.

Il nostro future Marzo, ma va già da ora monitorato il più "reale"  Giugno, è andato anche sotto i 18600, chiudendo poco sopra 18500.

Continuando ad arrivare costantemente, ogni giorno, segnali inquietanti dagli Usa, per la politica Trump, dal quadro politico nostrano, alle prese con un imminente possibile voto anticipato e l'arrivo,  ormai imminente dell'aumento di capitale mostre di Unicredit, tutto ci fa propendere ancora, per un ulteriore sfaldamento del nostro indice, prima verso i 18200 e in sequenza, 17800.

Questo il quadro a breve. Certo, preferibile ad un unico evento catastrofico, "cigno nero", che avrebbe in un paio di sedute, spazzato via tutti i supporti, giù giù fino ai 15500/16000.

Ma i tre elementi che stanno sgretolando il nostro indice, già segnalati ai nostri abbonati, fin dalla scorsa settimana, hanno ed avranno lo stesso effetto finale...ma diluito nel tempo, dando la possibilità di far prendere delle precauzioni ed operare degli aggiustamenti agli ultimi inguaribili ritardatari.

Il dollaro è arrivato ulteriormente ad indebolirsi, fino a lambire la zona più alta del range di breve medio termine, 1,08 contro euro. 

Tutto il resto, poco variato, con modeste variazioni, influenzate dall'indebolimento della moneta Usa, vedere borse asiatiche, petrolio e commodities, Argento in particolare. 

Non è ancora quindi il momento di comprare equity e neanche di svendere i buoni titoli,  ma se mai tradare gli indici con opzioni ed etf, e sopratutto mantenere le posizioni sui i titoli da noi consigliati, tutti con coperture adeguate, e sopratutto le tre storie FCA, Generali ed Yook,  sempre con le coperture segnalate ai nostri abbonati e relative operatività.