Un mercato molto tecnico e tonico, nonostante le apparenze di lateralità, ed indecisione.

Partendo dagli Usa notiamo che ci siamo fermati con gli indici poco sotto i 25500 di Dow e 3050 di SP500, esattamente dove dovevano sostare e da noi più volte indicato, a contatto di dette resistenze.

Ma nell'after market e futures leggermente sopra detti livelli, a significare una forza e volontà di far proseguire il rialzo,  anche se di poco e per poco

I più, analisti e commentatori, notavano che i doppi massimi sono spesso forieri di inversione di tendenza od al massimo uno storno, peraltro sempre benefico!

Ma se ben di osserva e si analizzano questi massimi, anche graficamente, notiamo che i livelli toccati, non solo sui mercati USA, siano ben tre, ma, fattore importantissimo sempre crescenti. Quindi un ottimo segnale, almeno nel breve, offuscato un po' dai forti volumi di alcuni titoli e settori (bancari e finanziari) in fase ribassista ed al contrario con  volumi più modesti  nelle fasi rialziste. Ma poi vedremo il perché.

Stessa musica, e non poteva essere altrimenti, sul nostro mercato e future Giugno.

Storno di 3,/4 di punto percentuale, venerdì, ma senza considerare la ripresa avvenuta in chiusura e successivamente dai mercati USA. Accentuata dalle buone chiusure dei mercati asiatici stamane.

Ne vedremo gli effetti già dalle successive sedute di lunedì e martedì, seppur con volumi ridotti, e con borse operanti, nonostante la festività del 2 Giugno.

Interessanti alcuni titoli Bancari, collegati fra loro per motivazioni diverse.

Intesa, per noi sempre il miglior titolo del settore, con obiettivi a medio termine  in area 1,90/95., quando si saprà qualcosa di certo circa il pagamento del dividendo 2019 ed in proiezione del bilancio 2020, che dovrebbe consentire un altrettanto importante dividendo.

Più speculativo, ma un gradino sotto la solidità di bilancio di Intesa, la seconda della classe, Unicredi , che è  ritornata sui 7,60/80 e che può essere acquistata con opzioni Call Settembre e su detti strike.

Si vocifera che ci sia interesse a sbarrare la strada ad Intesa, rastrellando UBI fino ad un pacchetto del 10%, per una classica operazione di disturbo, tendente a non far rafforzare ulteriormente il suo maggior concorrente.

Ma allora, forse, sarebbe altrettanto conveniente acquistare la contesa numero tre, UBI. Facendo attenzione alla non buona liquidità delle opzioni del titolo.

Ultimai nota.

La pesante debolezza di ENI, verrà probabilmente rimossa, dal grande balzo del Petrolio, che sembrava in ripiegamento verso i 30 di WTI e 32 di Brent, ed invece, per le note tensioni internazionali, la pur modesta ripresa dei consumi, e conseguente diminuzioni delle ancor  ingenti scorte, nel week end ha puntato dritto anche sopra i 36 e 38 dollari rispettivamente, avvicinandosi a quella soglia sui40 dollari , ritenuta da ENI livrllo strategico, per mantenere redditivita' e futuri consueti dividendi, per gli azionisti, in primis lo Stato! TP di breve medio termine 9,50/9,90

Fra le small e medium cap accumulare in piccole quantità Valsoia e ELEN , con target price di medio lungo termine rispettivamente 15/15,50 e 24/24,50.