E così lunedì 6 febbraio partirà l'aumento mostre di 13 mld di Unicredit, in fretta e furia, senza badare troppo a prezzo è condizioni. Ma non si poteva fare altrimenti.

Lo si era già capito da mercoledì, con i prezzi esageratamente ed ingiustificatamente sostenuti e tirati, dopo giorni di pesante storno.

Infatti i prezzi e le condizioni saranno parametrate  ai prezzi del 1 febbraio ed avranno uno sconto del 38% sul Terp, praticamente nella fascia alta della forchetta consueta per il settore bancario in questo momento fra il 30 ed il 40%. Prezzo nuove azioni 8,08!

Proprio questo rialzo i ieri, anomalo e pilotato da abili mani, è stato l'artefice del rimbalzo del nostro indice/future marzo leggermente sopra i 18600, ma sempre molto sotto le resistenze 18800, vecchi supporti.

Il nostro indice/future marzo, senza questa panacea, sarebbe rimasto confinato nella più consona area 18400/18500, toccata nella seduta precedente di martedì e senza contare il future più reale da considerare, ormai arrivato agli importanti supporti di 18200. Oggi aprirà quasi sicuramente leggermente debole e poi condizionato, sempre da Unicredit. Vedremo oggi in apertura se tali aiuti a sostegno continueranno od invece prevarranno di nuovo le vendite, di chi ormai ha eseguito ieri il suo compitino e sopratutto domani da parte di coloro che non vorranno sottoscrivere tale aumento iperdiluitivo.

Lunedì 6 febbraio, vedremo poi come reagirà la speculazione più incallita, sia con il diritto di opzione che con il titolo ex. Sarà così per quasi tutto il mese di febbraio.