In Europa si era appena archiviata una seduta pesante, ma fisiologica e sostanzialmente rispecchiando l'analisi tecnica, che Wall Street seguiva a ruota, una volta tanto, con pari intensità e perdita percentuale. Ma varie notizie nella mattinata americana,  appesantivano ancora il già debole listino, che tentava di resistere a cavallo dei 26000 punti di Dow Jones, senza riuscirci, perdendo in chiusura altri 500 punti è finendo a 25500.

Ancora accuse e controaccuse fra Repubblicani e Democratici per le infiltrazioni ed i condizionamenti nella campagna elettorale 2016 con duello fra Trump e Clinton e minaccie di pubblicazione o archiviazione delle intercettazioni. Ma anche molto più 'di natura tecnica, le continue ottime notizie dell' economia USA,  occupazione, Pil, salari ed inflazione, che portavano sostanzialmente ad aggiungere un' ipotesi di quarto aumento dei tassi nell' anno in corso,  dopo quello già in parte metabolizzato di Marzo, guida Fed già di Powell.

Forte pressione ancora, quindi, sull'obbligazionario con rendimenti sul decennale che superavano il 2,80% mentre il trentennale superava anche il 3%.

Siamo vicini, molto vicini, alla soglia, da noi indicata in autunno, con i rendimenti del decennale allora inchiodato fra il 2,35% ed il 2,40%, per iniziare ad accumulare posizioni in dollari, ancora incredibilmente sui massimi di 1,25.

Per il decennale suggerivamo ai nostri abbonati allora, dei primi acquisti solo  in area intorno al 3/3,20% e per il trentennale poco sopra il 3,50%.

Per questo ultimo, per utilizzo esclusivo di protezione assicurativa previdenziale, anche con titoli "strippati", o zero coupon che dir si voglia. ,Per protezioni sulla valuta, suggeriamo per queste lunghezze, di non intervenire, (oltretutto molto costose) e considerando che nel lungo termine le valute  più importanti tendono a fluttuare e mantenersi in un rapporto  ben definito. Della serie...i prezzi ritornano sempre.