Dati sull'occupazione Usa, che hanno fortemente  indebolito il dollaro contro euro (e contro yen) hanno dato ulteriore sprint alle Borse, portando di nuovo il Dow oltre i 26.000 punti e non lontano dai massimi 2018/19, poco sotto i 27.000.

Ma anche lo SP500  sopra i 2840, vecchio supporto strategico, divenuto resistenza e mediana fra i minimi di 2745 e i massimi 2945.  Ancora grosso sprint di Apple oltre i 185 dollari, di AMD sui massimi oltre 32 dollari e sopratutto Tesla, in continuazione del continuo recupero  oltre i 200 dollari, anche per voci di M&A, fusioni od accordi con FCA.

Pensiamo che questi movimenti possano ancora spingere i listini e farli arrivare sui massimi, sopratutto sugli indici USA, con possibilità di almeno un inaspettato taglio dei tassi, magari già da Luglio.

Altra musica, di converso, in Europa e sopratutto in Italia, quest'ultima alle prese con misure programmatiche e rilanci, situazione politiche permettendo. E con ancora il centro destra che avanza e vince nelle elezioni di ieri.

Fino a fine anno dovremmo assistere a molta turbolenza e volatilità, con saliscendi improvvisi e tendenza comunque più verso la negatività che positività e sempre in un range fra i 19500/600 e 20500/600 di minima del future Settembre. Con estensione possibile anche intraday verso il più possibile 19200/300 che verso 20800/20900.

Ancora buone opportunità per estendere su Dicembre la vendita di Call strike 22000 e Put 18000, nel rapporto ancora di 2 a 1 rispettivamente. 

Poi, probabilmente, si dovrà passare  ad un più equilibrato 1 a 1 Il Corsera di ieri, Domenica, riporta quanto emerge in queste ore anche da stampa e rumors governativi francesi circa la volontà di ridurre la percentuale del 15% in Renault, a favore di una distensione con Nissan e equilibrio nei rapporti azionari e nel peso azionario e di voto. Ma le polemiche riprendono ancora.