Quello che è accaduto nel.pomeriggio di giovedì e di conseguenza nell'ultima seduta della settimana, ha una matrice nelle decisioni BCE e sopratutto nella successiva conferenza stampa di Draghi.

Un terremoto valutario e non solo, che ha poi appesantito le banche e tutto.il nostro listino e sopratutto tutta l'Asia e l' Estremo Oriente, con perdite anche fra il 3% ed il 4%. Più contenuto l'effetto sulle borse Usa.

Il cross euro dollaro in particolare, è passato dagli 1,1320, fin a poco sotto 1,1180, provenendo in più dai 1,1380.della vigilia.

Per riassestarsi poi in chiusura di settimana poco sopra gli 1,1220, accontentando sia FED che BCE.

Dovrebbe da lunedì portarsi fra 1,12 e 1,13, che ci pare ora un livello gradito ad entrambe le sponde dell'atlantico, dopo l'ennesimo tiro alla fune.

Ma sull' Europa si addensano inoltre nuvole nere sull'ennesima frizione fra le nostre due anime  governative, circa lo scoglio TAV.

O dentro o fuori. Ma noi pensiamo, che come ci sono stati decenni per far partire questo ambizioso.progetto, che bagna il naso al più famoso Ponte sullo stretto, ci potrà essere una pax armata fra i due fratelli diversi, complice anche la ricomposizione dei buoni e civili rapporti con i francesi, a cui verrà chiesto del tempo e forse qualche cosa di più tangiibile che una proroga in aiuto.

Comunque il governo pare ormai giunto al capolinea e dovrebbe arrivare entro l'estate, al massimo subito dopo, a gettare la spugna, per una nuova coalizione più stabile, concreta ed affidabile. Nuove elezioni.