Un uno/due che ha spiazzato i mercati, sopratutto delle valute e di conseguenza del petrolio e dell'oro.

La più probabile e fattibile composizione del governo Tedesco con la rinnovata fiducia, ha scosso anche la troppo timida Bce, che dovrebbe a metà settimana esprimersi più favorevolmente ad aumenti di tassi più ravvicinati. Dati in uscita sull' inflazione Dicembre, permettendo.

Mentre l'America restava nell' ultima settimana, cauta, come il Giappone dopo la lunga corsa degli ultimi mesi fin oltre 24000, l'Europa proseguiva a strappi e lentamente al rialzo, con l'unica eccezione l'Italia che da inizio anno recuperava un rotondo 7%, ad appannaggio delle sole banche e qualche ciclico, ma come da noi previsto con le utilities, sempre molto pesanti.

La cura da cavallo di Trump, almeno psicologicamente, ha dato e forse avrà ancora degli effetti sui principali listini, piu verosimilmente piu  sul Nasdaq ed ancor di più sul molto più rappresentativo Russell.

Del Giappone abbiamo già scritto e suggerito ai nostri abbonati  nel corso del 2017. Dopo l'Europa è il mercato più promettente, pur essendo passato in 5 anni da 9000 a 24000 punti. Ma considerando che viene dai massimi dei 39000 battuti ormai un quarto di secolo fa. Ne deve ancora fare di strada.

Per l'Italia dobbiamo invece ancora attendere di sciogliere il difficile nodo delle Elezioni del 4 Marzo. E poi dovremo faticare non poco, sperando, non con gli stessi anni, di imitare il bel recupero del Giappone, considerando che comunque un bel recupero c'è già stato dai minimi, e, 10 anni o quasi sono pur passati da allora. Ribadiamo comunque le simliitudini già da noi espresse nel passato fra Giappone ed Italia. Per chi ci segue ormai da tempo prevedemmo una brusca caduta ed una lunga ripresa per entrambi.