Come un classico dell'analisi tecnica, il future Settembre giunto in chiusura di seduta di giovedì anche sotto i 20000 psicologici, è prontamente rimbalzato ed è, in chiusura di settimana, andato a chiudere il gap in area 20300. Ieri poi, lunedì, solo FCA ha riportato ancora su gli indici ed il future Settembre in area 20500/600, per poi ritornare di poco sotto la parità, con banche in pesante storno ed FCA in fisiologica distribuzione, ma sempre ben sopra i 12 euro, dopo il forte spunto con 55milioni di pezzi scambiati e giunto in apertura fin sopra 13,60, con un+ 18% alla notizia della proposta di M&A con Renault.

Ne hanno beneficiato sopratutto i soliti buoni titoli e quelli che più avevano sofferto, banche escluse (MPS ormai giunta ad 1 euro!)

Stessa musica, ma in tono minore, anche per gli altri mercati ed assett, un po' a macchia di leopardo e con rialzi di 1/4 di punto percentuale. 

Solo il petrolio, con il WTI  ed il Brent  ritornati con un differenziale di prezzo di più di 10 Dollari, molto tonici e  rispettivamente  a 59 e 69,50 dollari circa.

Chi aveva nelle ultime sedute un po' troppo venduto di tutto, ha chiuso parte delle posizioni e si è posizionato in zona neutra.

In effetti noi pensiamo, che grossi sconvolgimenti, almeno subito dopo il responso dell'urna  elettorale europea (e per l'Italia non solo) non ce ne saranno. A meno di risultati shock e non prevedibili.

Piuttosto temiamo che i mercati potranno soffrire da Giugno in avanti per le decisioni che potranno prendere i partiti, i vari leader e contendenti, circa, elezioni anticipate o un nuovo governo ponte. Insomma un'ulteriore ennesima  logorante campagna elettorale, che sfiancherebbe i mercati.