Dopo tanto attendere, ma preannunciato in estate su queste lettere, è arrivato il rafforzamento del dollaro, iniziato da un mese, lentamente, da area 1,20/21 fino agli attuali 1,15/16, ma dopo una sosta sui supporti intermedi di 1,1820/30 toccati negli ultimi 15 giorni, più volte.

Solo nelle  ultime due sedute della settimana appena conclusa il dollaro  ha lasciato sul terreno, e quindi si è rafforzato contro euro, di quasi tre figure. E non dovrebbe essere finita, poiché  il pil Usa terzo trimestre proprio ieri, e' stato confermato sugli stessi livelli del precedente trimestre, con un robusto, per noi europei  ed italiani, 3%. Quindi vi sarà maggior certezza di un ulteriore aumento dei tassi già in dicembre e probabilità di altri tre nel 2018. Tanta benzina per la moneta Usa.

In più, che a succedere alla Yellen , sia il nostro preferito, il "falco" Taylor o il più accomodante, non di certo "colomba"Powell, entrambi nelle grazie di Trump, poco importa.

Il quarto trimestre poi, è sempre foriero di un dollaro in rafforzamento, per richieste di valuta  usa da tutto il mondo per le festività e per le rimesse delle multinazionali per chiudere i bilanci.annui. Confermiamo quindi le nostre previsioni fin'ora centrate in pieno, di un ulteriore apprezzamento verso area 1,1440/60 dove dovrebbe sostare  un po' di più del precedente 1,1820/30.

Oltre l'inverno possiamo prevedere un equilibrio fra gli 1,10 e 1,12, nulla di più, ma professionalmente ci è  molto complicato prevedere esattamente e spingersi oltre. Non sarebbe oltretutto onesto.