Piazza Affari archivia un risultato alquanto lusinghiero, con un saldo prossimo al 15%. Per ritrovare un risultato analogo, dobbiamo risalire al 2015, al 1998, al 1994 e al 1986: in tutti i casi, il mercato avrebbe conosciuto un seguito all’inizio del trimestre successivo.

I mercati azionari mondiali archiviano oggi uno dei primi trimestri più memorabili della storia. Il MSCI World porta a casa un risultato a doppia cifra percentuale: impresa in precedenza riuscita nel 2012, nel 1998 e nel 1988, per restare all’esperienza meno remota. Risultati analoghi si registrano per le piazze azionarie di tutto il mondo: 11 indici sui primi 25 al mondo per capitalizzazione, fanno registrare un saldo superiore al 10%; soltanto una piazza contabilizza un risultato negativo. Se nel quarto trimestre è stato impossibile scongiurare le minusvalenze, nel quarto corrente è risultato impossibile non guadagnare.

Piazza Affari archivia parimenti un risultato alquanto lusinghiero, con un saldo prossimo al 15%. Per ritrovare un risultato analogo, dobbiamo risalire al 2015, al 1998, al 1994 e al 1986: in tutti i casi contemplati, il mercato avrebbe conosciuto un seguito all’inizio del trimestre successivo, prima di cedere rovinosamente nei mesi successivi. Peccato che il campione rilevato sia numericamente inconsistente per consentire di tracciare conclusioni definitive.

Resta però un dato già discusso: la resistenza cruciale sull’indice Comit non è ancora stata abbattuta, al pari dello short stop mensile. Inoltre, il noto parallelo storico con il Nikkei non è ancora stato smentito. Certamente il rialzo sperimentato in questi tre mesi è risultato eccezionale; ma dopo le celebrazioni la prospettiva deve spostarsi sugli andamenti futuri. Ieri abbiamo esaminato le condizioni in presenza delle quali sarebbe ragionevole “sfidare” il mercato, andando clamorosamente short. Come detto poc’anzi, nell’immediato si possono ipotizzare ulteriori, misurati progressi; ma da qui a tre mesi lo scenario potrebbe risultare ben meno radioso.