I dati rilasciati lo scorso 7 febbraio non lasciano spazio a dubbi circa la solidità e la redditività del gruppo Mediobanca, che conferma gli obiettivi dichiarati.

Infatti i ricavi aumentano nell'ultimo semestre a 1.28 miliardi, con un Cet1 ratio (confronta la definizione) al 14 % circa, livello di solidità patrimoniale tra i più alti dell'intero panorama bancario italiano ed europeo.

I risultati raggiunti rappresentano i migliori di sempre grazie alla crescita di tutti le componenti aziendali del gruppo, tanto da spingere il target price degli analisti oltre i 10 euro, anche tenuto conto della partecipazione del 13% detenuta in Generali, che dopo il 2019 in base alle disposizioni BCE potrebbe fare scendere di poco il Cet1.

Dal punto squisitamente tecnico i prezzi da oltre quattro mesi sono bloccati in un rigido schema orizzontale, caratterizzato dalla fascia di supporto e resistenza compresa tra 7.13 e 7.95, fattore di per sé non necessariamente negativo, sia per esigenze di breve termine che nel lungo periodo.

Vista l'eccellenza confermata dei fondamentali infatti il titolo può essere un valido riferimento nell'allocazione di liquidità nel medio lungo termine.

Incorporando un potenziale di rivalutazione vicino al 30% e una minore volatilità rispetto al settore di appartenenza, Mediobanca è sicuramente da preferire nella composizione di un portafoglio titoli.