MERCATI AZIONARI

La distribuzione dei flussi è in questo momento leggermente ribassista: rating -1 per entrambe le curve. Il quadro distributivo allargato non conferma in modo allineato lo scenario ribassista. Rating complessivo: -1.

Tutto come previsto. La Fed non ha alzato i tassi, e anzi Janet Yellen ha parlato di un ridimensionamento delle stime di crescita e inflazione, che tradotto significa un possibile nuovo rinvio del prossimo rialzo che a questo punto, secondo me, potrebbe non essere nemmeno in luglio.

Rimane la previsione di due rialzi nel corso del 2016, a questo punto in settembre e in dicembre.

A regola il mercato ora dovrebbe ricominciare a guardare la Brexit, come un malato sofferente si addormenta per un giorno e sogna di essere guarito (ieri), poi si risveglia e si ritrova malato. Dobbiamo però ancora smaltire i postumi del sisma Fed, e in questo momento non ci sono le condizioni per operare. Di sicuro però nel mirino ci sono operazioni short. Terremo monitorato lo scenario.

EURO-DOLLARO

Correlazione inversa EUR-USD / mercati azionari, e questo induce a pensare che la parentesi Fed è chiusa. Il movimento di EUR-USD dovrebbe essere al rialzo, perché con tassi che non salgono viene meno la percezione di una maggiore redditività degli investimenti denominati in dollari. Questa è la logica. Ma non sempre la logica è logica. Non ci sono le condizioni per operare.

RISCHIO GEOPOLITICO

Il rischio geopolitico è alto e in aumento. Ciò di per sé impatta subito sui mercati in modo negativo, contribuendo ad orientanrli al ribasso: si tratta di segnali che si inseriscono nel contesto generale sempre più critico in questi giorni, dopo quasi tre mesi relativamente tranquilli. Da sottolineare che la tensione in Siria, interrotta con la tregua iniziata a metà febbraio, ha ricominciato a salire, e ci sono nuovamente focolai di guerra civile. Così come in Ucraina, in Libia e in Iraq. I campionati europei di calcio in Francia sono un palcoscenico invitante per azioni terroristiche.