MERCATI AZIONARI

La distribuzione dei flussi è in questo momento catastrofica. Non avevo mai visto numeri così. Rating -4 per entrambe le curve ma in miglioramento.

Ora sui mercati può succedere di tutto. Il reale impatto economico sui paesi dell'Eurozona della Brexit è notevolmente più basso di quanto i numeri dei mercati e la condizione emotiva in cui ci troviamo farebbero pensare. L'impatto più grave è politico, psicologico e strategico, ed è difficile da misurare oggi. Rating complessivo: non classificabile.

Considerando la volatilità è saggio non operare. Tuttavia è relativamente probabile una risalita nel breve e nel medio termine (1-2 mesi) da questi prezzi.

Per chi ha una altissima propensione al rischio, una forte consapevolezza del quadro catastrofico in cui ci troviamo e ci troveremo sempre più, e vuole tentare un'operazione, è possibile cercare entrate long. Può sembrare una logica di gioco d'azzardo, e così va presa. In realtà i soldi si fanno comprando rischio nei momenti più drammatici, e la giornata di oggi in questo senso è seconda solo all'11 settembre 2001 e giorni successivi.

EURO-DOLLARO

Nessuna correlazione EUR-USD / mercati azionari. È prudente non operare.

LE BANCHE CENTRALI SONO PRONTE A INTERVENIRE IN CASO DI EMERGENZA

Stamattina in un comunicato la BCE ha detto che sta fornendo liquidità al sistema e potrebbe intervenire con misure straordinarie in caso di necessità. (24 giugno)

La Banca centrale europea "è pronta a ogni evenienza" in caso di voto favorevole alla Brexit nel referendum di giovedì in Gran Bretagna. Lo ha detto Mario Draghi, presidente della BCE, intervenendo a Bruxelles davanti alla Commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo. Draghi ha aggiunto che per l'economia "le incertezze restano alte e i rischi al ribasso (cioè di un peggioramento della situazione) sono tuttora significativi a causa dello stato di fragilità dell'economia globale persistente e degli sviluppi geopolitici". Nella stessa giornata e alla stessa ora ha parlato anche il presidente della Fed Janet Yellen, che ha nuovamente moderato il tiro rispetto ai prossimi aumenti dei tassi, in attesa di conferme sulla crescita americana e soprattutto in attesa del responso del referendum inglese. I tassi resteranno bassi per un certo periodo. La Fed è pronta a intervenire in caso di eventi straordinari, tuttavia la Yellen ha dovuto rilevare l'ovvietà che con i tassi a questi livelli rimane poco margine di intervento sul fronte tassi da poter tagliare in caso di shock negativi. (21 giugno)