Raggiunto a Piazza Affari il livello dinamico che da anni agisce efficacemente da spartiacque di lungo periodo: ora contenendo i rally correttivi o le correzioni negli uptrend; ora avallando le tendenze che contano concedendo i definitivi sfondamenti.

Piazza Affari rompe decisamente gli indugi, e in termini di indice FTSE MIB sale ai livelli più elevati degli ultimi otto mesi. Il superamento dell’orbita attorno alla media mobile a 200 giorni in area 20300 punti ha reso questo spunto rialzista qualcosa di più di un mero rally correttivo. Lo sfondamento del picco di settembre, avvenuto nelle ultime ore, è ulteriore elemento di rilievo; ma il banco di prova decisivo è ora rappresentato dalla massiccia media mobile di lungo periodo, che abbiamo più volte apprezzato sull’indice Comit, e che vediamo raffigurato sul più noto MIB.

Come si vede, il livello dinamico agisce efficacemente da spartiacque di lungo periodo: ora contenendo i rally correttivi o le correzioni negli uptrend; ora avallando le tendenze che contano concedendo i definitivi sfondamenti. Ci troviamo appunto in questa condizione. Salirvi oltre priverebbe gli Orsi di ogni residuo alibi: si possono nutrire riserve sulle potenzialità rialziste del mercato, ma il rischio diventerebbe difficilmente sostenibile. Vedremo se fra oggi e domani si consumerà la rottura.

Wall Street nel frattempo si limita all’ordinaria amministrazione. La seduta di ieri dovrebbe essere da top, stando al Delta System. Un picco temporaneo, incoraggiato da una stagionalità relativamente impegnativa da qui a metà mese. Non a caso le segnalazioni operative sulle società dello S&P500 si sono d’un tratto diradate. Niente di più facile che la borsa americana si conceda una pausa fino al prossimo appuntamento ciclico.