Ampiezza di mercato, modello ciclico-stagionale e ora Regression Indicator: tutto cospira a sfavore della borsa italiana. Mentre Wall Street è attesa alla reazione dovuta in seguito ad un dato boom come quello del Philly Fed Index di ieri.

Wall Street, bontà sua, concede una opportunità di ingresso a chi lamentava l’assenza di opportune correzioni: ripiegando nell’intraday dell’1.33%, prima di chiudere la seduta di ieri in marginale calo. Da un lato hanno inciso le prese di beneficio di chi ha avuto la lungimiranza di comprare in tempi non sospetti; dall’altro ha confortato gli investitori l’andamento degli indicatori macro decisamente confortante: il riferimento è al Leading Economic Index, ma soprattutto al Philly Fed Index, letteralmente decollato questo mese. Le implicazioni per Wall Street non tarderanno a manifestarsi: ne parliamo nel Rapporto Giornaliero di oggi.

Piazza Affari in questo contesto ha avuto la peggio. Il modello ciclico-stagionale, proposto nell’Outlook di inizio anno, ci ricorda l’imminenza di un potenziale massimo di una certa rilevanza. L’informazione si allaccia alla prescrizione di un massimo, da parte del modello previsionale, basato sull'ampiezza di mercato, che a settembre suggeriva un rialzo fino a febbraio successivo. Resta da conciliare queste informazioni con le rotture pur registrate sugli indici nelle settimane più recenti.

Come già detto, l’orientamento assunto sulla borsa italiana in questo momento è pragmatico: positivi, nel breve periodo, fino a prova contraria; non essendo facile misurare profondità e durata di un movimento che si presume irrazionale, emotivo, speculativo. Un setup emerso l’altro ieri però rafforza l’aspettativa quantomeno di un ripiegamento.