Dopo gli USA anche l’Europa da il via libera alla commercializzazione di rimedi basati sulla terapia CAR-T ovvero la rigenerazione cellulare. Molmed è la small cap di Piazza Affari più esposta al settore più promettente nel campo biotech

La sterminata libreria della vita, il genoma, è oggi un catalogo ordinato e classificato dal quale attingere utili informazioni, questa conoscenza, messa in pratica in campo medico negli ultimi decenni, ha generato lo sviluppo delle terapie geniche e cellulari.
Riccardo Palmisano, amministratore delegato di MolMed S.p.A, azienda biotecnologica quotata alla Borsa di Milano, e presidente di Assobiotec, ripercorre con Websim.it gli ultimissimi passaggi della ricerca sulle terapie avanzate, geniche e cellulari.  “Possiamo dire che la  svolta per il settore sia arrivata nel 2017, con le prime autorizzazioni all’immissione in commercio da parte della Food&Drug Administration degli Stati Uniti”.
  
Si inizia in agosto con il via libera a Kymriah, una terapia CAR-T contro le leucemie,  di Novartis,  a ottobre arriva l’assenso a Yescarta di Kite Pharma/Gilead Sciences [GILD.O] per il trattamento del linfoma a grandi cellulle B negli adulti, in dicembre ottiene l’approvazione Luxturna, terapia genica contro la cecità, della Spark Therapeutics.

Per le terapie geniche e cellulari, spiega Palmisano, si possono per semplicità distinguere in due grandi ambiti di applicazione, quelle rivolte alla cura delle malattie rare di natura genetica e quelle attive contro i tumori.
“Le prime vanno a correggere il difetto genetico all’origine della malattia, ripristinando una funzionalità mancante, per esempio quella riguardante la produzione di un enzima”.