Il modello basato sul raro ma potente setup del 19-20 maggio scorso ha, fino ad ora, previsto in modo spettacolare l’evoluzione dell’ultimo mese e mezzo del mercato e che, ci auguriamo, continui ad anticipare egregiamente le sorti del nostro listino.

Wall Street riapre oggi i battenti dopo una sorprendente alternanza di segni: positività e negatività si sono alternate ritmicamente nelle ultime cinque settimane. L’ultimo episodio analogo risale a marzo dello scorso anno, e fu seguito dal ripristino della tendenza sottostante; come tendenzialmente di solito avviene in concomitanza con queste fasi non direzionali.

Questo implicherebbe la definitiva archiviazione dell’ultimo diaframma, situato a 3135 punti di S&P500, a favore di un’estensione del rialzo fino al massimo di febbraio: che sarebbe a quel punto eclissato. La stagionalità risulta propizia, con l’indice salito nel mese entrante in 9 degli ultimi 12 anni, conseguendo una performance media prossima al 3%. Come riportato nella relativa sezione del Rapporto Giornaliero, è la tecnologia a risultare storicamente la più brillante fra i vari settori del listino americano: dunque nuovi massimi storici si profilano per il Nasdaq. Dal 1990 si contano in tutto 16 casi di performance ampiamente positiva da parte del Composite prima del Ringraziamento. In ben 12 occasioni il mercato si è migliorato la settimana successiva.

A proposito di Nasdaq, il rapporto di oggi si sofferma sull'andamento di mercato in seguito a tutti i casi (10, dal 2004) in cui i rialzisti sul Composite risultano superiori all’85% del totale, in termini di media mensile, stando al Daily Sentiment Index. Se Wall Street seguisse il copione ci sarebbe da divertirsi.

Piazza Affari venerdì si è concessa un rifiatamento fisiologico, dopo lo strappo delle sedute precedenti. Ci troviamo ancora a ridosso della barriera rappresentata dalla media mobile a 200 giorni, sicché è naturale assistere a questo tentennamento. La stessa condizione è vantata dagli indici continentali, con lo Stoxx600 alle prese con l’impegnativa barriera fra 371 e 375 punti.

Evidentemente quotazioni superiori ai massimi delle ultime due sedute lancerebbero la borsa italiana verso nuovi massimi di periodo. Ipotesi avallata dal modello basato sul raro ma potente setup del 19-20 maggio scorso il quale, fino ad ora, ha previsto in modo spettacolare l’evoluzione dell’ultimo mese e mezzo del mercato e che, ci auguriamo, continui ad anticipare egregiamente le sorti del nostro listino.