OPEC+, l’accordo non c’è: è l’ora del divorzio?

Brent e WTI hanno visto i rispettivi prezzi collassare - si parla del maggior calo giornaliero in un decennio - dopo che la Russia ha rifiutato di fornire il suo sostegno alla richiesta dei sauditi di ridurre la produzione di petrolio di 1,5 milioni di barili giornalieri.

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Il meeting OPEC+ tenutosi nelle giornate del 5 e 6 marzo 2020 si è concluso in un drammatico fallimento che potrebbe sancire la fine dell’alleanza diplomatica tra Arabia Saudita e Russia, un’alleanza che ha sostenuto i prezzi del petrolio e modificato il delicato equilibrio dell’intero Medio Oriente.

Brent e WTI hanno visto i rispettivi prezzi collassare - si parla del maggior calo giornaliero in un decennio - dopo che la Russia ha rifiutato di fornire il suo sostegno alla richiesta dei sauditi di ridurre la produzione di petrolio di 1,5 milioni di barili giornalieri.

L’Arabia Saudita richiedeva un taglio di tale entità al fine di lenire l’impatto del coronavirus sulla richiesta di greggio, ma la Russia, come abbiamo sottolineato nelle righe appena sopra, non ha fornito il suo sostegno a questo intervento, anche perché Mosca ha la capacità di resistere a prezzi del petrolio nettamente più bassi rispetto a quanto sono in grado di fare i sauditi; torna anche a fare capolino la questione “shale oil”, con il Cremlino che evidenzia come prezzi del barile contenuti siano in grado di ledere in maniera marcata la concorrenza in arrivo dagli USA. Il fallimento del meeting è un evento estremamente negativo per le majors di settore, per tutti quei paesi che vedono le loro economie legate al petrolio ed anche per quelle società come BP che tentano di “reinventarsi” sotto un profilo maggiormente “green”.

Il mercato petrolifero, inoltre, dovrà far fronte ad un doppio rischio: da una parte non sarà realizzato il taglio alla produzione di 1,5 milioni di barili giornalieri proposto dai sauditi e, dall’altra, i tagli alla produzione attualmente in vigore - 2,1 milioni di barili giornalieri - non saranno estesi oltre al mese di marzo, scadenza fisiologica degli stessi.