In assenza di novità significative sulle borse, approfondiamo la situazione dell’oro.

Circa un mese avevo indicato un cambio di strategia che implicava il passaggio da ‘accettare le correzioni pur di non correre il rischio di uscire anzitempo’ a ‘preservare quanto di buono fatto sfruttando eventuali allunghi’.

L’idea poggiava e tuttora poggia su più fattori:

  • deciso ipercomprato;
  • forma parabolica dell’allungo;
  • vicinanza (ex) massimi storici registrati nel 2011;
  • certi livelli di uscita rendono probabile un reingresso a prezzi più bassi.

Inoltre, aspetto non secondario, un contesto globale fortemente esplosivo che potrebbe non risparmiare dalle vendite anche il comparto aurifero:

  • record contagi nel mondo;
  • recessione più grave da quella del 1929;
  • eccessi senza precedenti storici;
  • sentiment positivo incurante del contesto stesso (come a Febbraio).

Ovviamente non si aveva e non si ha conoscenza del futuro, ma l’insieme degli elementi spingeva perlomeno a considerare l’idea di preservare l’enorme guadagno.

Il contesto resta favorevole all’oro (QE + tassi a zero).

Nel caso in cui tale contesto dovesse permanere (ipotesi attualmente probabile), ogni correzione dovrebbe rivelarsi come ghiotta occasione per un reingresso.

Nel frattempo l’allungo ha portato i prezzi dell’oro a segnare un massimo a 2.075 dollari mentre attualmente ne vale 1.943.

Ammesso e NON concesso che il massimo a 2075 dollari sia il nostro top di periodo serviamoci dei ritracciamenti di Fibonacci per calcolare alcuni possibili target ribassisti:

 

Il calo potrebbe portare i prezzi almeno in area 1.725 dollari, se non anche area 1.617.

E’ una semplice ipotesi, che probabilmente necessiterebbe di alcuni mesi per compiersi e che non escluderebbe rimbalzi intermedi.

Quindi, serve pazienza e la consapevolezza che si tratta della classica ipotesi da monitorare.

Tali aree, SE raggiunte, dovranno essere valutate per un reingresso.

Mi preme rimarcare un punto: considerato il contesto pro-oro non si può escludere a priori la possibilità che i prezzi non scenderanno a certi livelli, ma ritengo utile tenere in evidenza tale scenario per non essere colti impreparati.

Le stesse considerazioni potrebbero farsi per i titoli auriferi (magari ne riparleremo in un’altra occasione) che potrebbero fornire un’opportunità ancor più generosa.