Neanche l’oro è stato risparmiato dalla volatilità che ancora una volta sta contraddistinguendo i mercati azionari. Una lateralità durata appena un paio di sedute, quella del metallo prezioso, nell’area compresa tra tra i 1.610 e i 1.600 dollari l’oncia. Poi, dopo aver tenuto i livelli durante le contrattazioni dei mercati asiatici, il bene rifugio per eccellenza è scivolato fino a quota 1.594, seguendo l’andamento instabile delle borse europee, il cui slancio in avvio è durato poco, passando in territorio negativo nel corso della mattinata.

Oro e coronavirus: le previsioni per il futuro

L’oro perde lo 0,8% alla chiusura delle borse europee, per una quotazione che si aggira attorno ai 1.610 dollari l’oncia. L’impulso ribassista potrebbe generare ulteriori ribassi, in direzione della resistenza fissata a 1.451, raggiunta a metà del mese e che rappresenta il valore minimo degli ultimi quattro mesi. Tuttavia, la sensazione è che in futuro l’oro proseguirà il suo trend rialzista: gli investitori continuano a considerarlo tra i beni rifugio più affidabili in quello che di fatto è un periodo in cui la volatilità si conferma forte a causa delle incertezze legate agli effetti sull'economia mondiale della pandemia del coronavirus.

Oro, volatilità ma il prezzo tiene con l'aiuto della Fed

Il metallo prezioso ha reagito meglio dei listini azionari nelle ultime settimane, perdendo “solo” il 15% tra la seconda e la terza settimana di marzo, passando da un massimo di 1.700 dollari al minimo di 1.451, per poi accelerare nuovamente fino ai 1.629 raggiunti il 26 marzo scorso, a fronte degli oltre trenta punti percentuali persi da parte del mercato azionario nell'ultimo mese. La debolezza del gold, dovuta al rafforzamento del dollaro, per otto sedute consecutive al di sopra dei 100 punti nel proprio indice di riferimento ma anche al crescente bisogno di liquidità da parte degli investitori, si è interrotta grazie all’intervento massiccio della Fed annunciato la settimana scorsa, che ha portato inevitabilmente a un deprezzamento repentino della valuta americana.

Analisi tecnica

Dal punto di vista tecnico, i 1.700 dollari l’oncia, che rimangono il livello record mai raggiunto negli ultimi 8 anni, rimangono una solida resistenza, a cui l’oro potrebbe puntare se dovesse superare un target iniziale al di sopra di quota 1.660.