La rarefazione degli scambi in questa fase, e al contrario il ritorno dei volumi alla successiva ripartenza, saranno indizi a favore della veridicità di questa interpretazione.

Giunto a ridosso dell'orbita della media mobile a 200 giorni, lo S&P appare incerto e rinunciatario, mettendo in discussione la vitalità manifestata nelle settimane precedenti. Un comportamento però che potrebbe risultare fisiologico, venendo da una sequenza benigna invidiabile: nelle ultime sei settimane si contano per Wall Street quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta di misura, per usare un linguaggio calcistico. In ottica bullish sarà importante capire se l'indice USA riuscirà immediatamente a ripartire, confermando il superamento della resistenza a 2715 punti; o se al contrario sarà penalizzato da un mean reverting invocato dai modelli previsionali, visibilmente in ritardo.

La condizione delle borse mondiali appare più limpida e di agevole lettura. Il Dow Jones World Stock Index evidenzia ancora una volta la capacità contenitiva della media mobile a 200 giorni, che ha agito prima da sostegno, e ora da baluardo insuperabile. Da notare come il minimo di fine dicembre sia stato puntualmente intercettato da un Buy Sequential setup, così come il massimo della settimana passata è stato contrassegnato con precisione chirurgica da un Sell Sequential setup. Stando così le cose, avremmo assistito a null'altro che un rally correttivo: profondo, sorprendente, ma non ancora di qualità tale da beneficiare di un upgrade di valutazione.

Nel complesso, rimane l'idea di un processo correttivo del rally di gennaio. Un ridimensionamento all'incirca pari a metà, massimo due terzi del terreno conquistato, prima che i Tori tornino ad affacciarsi. La rarefazione degli scambi in questa fase, e al contrario il ritorno dei volumi alla successiva ripartenza, saranno indizi a favore della veridicità di questa interpretazione.