Negli Stati Uniti le società che Goldman Sachs qualifica come quelle dal bilancio più florido hanno ieri raggiunto un nuovo massimo storico. Chi sta comprando sarà pure poco qualificato e al limite anche sprovveduto, ma non ha problemi nel trovare la carta di qualità.

Il setup scoperto quasi per caso sulla borsa italiana fra il 19 e il 20 maggio scorsi, ha costituito un autentico game changer: sia per le potenti implicazioni di quella rara ma efficacissima configurazione, sia perché nelle due settimane successive Piazza Affari e, in generale, i listini azionari mondiali hanno decisamente cambiato marcia.

Come ignorare ad esempio il fatto che, ieri sera, soltanto 16 società delle 120 incluse nel paniere del MSCI Euro, non quotavano sopra la propria media mobile a 50 giorni? una simile massiccia partecipazione è stata registrata l’ultima volta a settembre dello scorso anno, e anticipò ulteriori progressi nelle settimane e mesi successivi, come si ricorderà. Venendo da un minimo di una certa portata, queste misure pressoché plebiscitarie di ampiezza di mercato, tendono a costituire il calcio di avvio di tendenze benigne durature.

Persistono le perplessità legate agli attori protagonisti di questo rialzo: il pubblico retail, con la massiccia apertura di conti online e la smisurata preferenza per le opzioni call ed in generale il lato lungo del mercato. Il sentiment riflette questa insolita leadership, con il pubblico professionale più defilato e meno convinto. Allo stesso tempo però le contro rotture si sono da tempo manifestate: prima sugli indici americani, poi sulle piazze europee; a fronte peraltro di una salutare rotazione settoriale, come commentato lunedì.

Lasciatosi alle spalle lo spartiacque rappresentato dalla media mobile a 200 giorni, con la politica dei piccoli passi lo S&P500 si è portato ormai a poca distanza da quella resistenza che costituisce l’ultimo diaframma prima dell’interessamento dei massimi di febbraio. Con il nostro ADT11 che ieri sera produceva un segnale qualitativo di cui rendiamo conto nel Rapporto Giornaliero di oggi.

Il cambio di marcia e il drastico miglioramento qualitativo del mercato, sono testimoniati da due aspetti. In primo luogo, negli Stati Uniti le società che Goldman Sachs qualifica come quelle dal bilancio più florido (le prime 50 del paniere dello S&P500 per livello medio ponderato degli indici di bilancio) hanno ieri raggiunto un nuovo massimo storico; a differenza delle società dal bilancio più deteriorato, e nel complesso dello stesso mercato. Chi sta comprando sarà pure poco qualificato e al limite anche sprovveduto, ma non ha problemi nel trovare la carta di qualità.

In Italia la chiusura di seduta è risultata superiore all’apertura in tutte le ultime 10 sedute. Questo conferma la svolta strutturale del citato 19-20 maggio scorso, nonché evidentemente la accumulazione che ha seguito quel poderoso setup. Poco conta che a comprare siano i ribassisti in preda al panico, o investitori rimasti fino ad ora ai margini del listino.