Boeing in caduta libera. Nelle circostanze analoghe, nel passato, a distanza di tre mesi BA ha recuperato terreno in tutti i casi tranne uno. Addirittura l'azione si è sempre migliorata, ad un anno di distanza dal setup descritto: in misura compresa fra il 9 e il 72%.

Brexit e Boeing hanno caratterizzato l'evoluzione di ieri dei mercati azionari. Il prevedibile voto contrario del parlamento britannico aumenta le possibilità che il divorzio fra Regno Unito e Unione Europea sia o dilazionato o rovesciato. Questa estenuante storia finirà per riempire le prime pagine dei giornali ancora per parecchio tempo.

Nel frattempo a Wall Street il Dow Jones stecca, chiudendo in territorio negativo zavorrato da Boeing: in calo per la seconda seduta di fila in misura superiore al 5%. È la settima volta dal 1980 che una simile successione si manifesta. Interessante notare come a distanza di tre mesi BA abbia recuperato terreno in tutti i casi tranne uno. Addirittura l'azione - che permane malgrado tutto la migliore del Dow da inizio anno - si è sempre migliorata, ad un anno di distanza dal setup descritto: in misura compresa fra il 9 e il 72%. Al solito, il disaster trade finisce per costituire una ghiotta opportunità per investitori pazienti.

Piazza Affari nel frattempo tira il fiato, dopo un inizio scoppiettante. Situazione tecnicamente intrigante: l'indice MIB ha avuto ragione della media mobile a 200 giorni, più volte fatale nei mesi passati; e si è allungato fino alla massiccia resistenza fra 20800 e 21100 punti: dove cadono alcuni ritracciamenti nonché il livello dove le due gambette che compongono il rally si equivalgono. Qui scorre altresì lo short stop mensile.