Il tasso di equilibrio è quello con il quale l'economia non riceve impulsi né positivi né negativi. Quando il Federal Funds rate supera il tasso di equilibrio, o meglio quando il consenso degli analisti vede nei 12 mesi successivi un Federal Funds rate superiore al tasso d'equilibrio, quello è il momento esatto in cui inizia il ribasso dei mercati azionari.

Il tessuto economico e l'intero sistema economico-finanziario diventano vulnerabili: in questa fase aumentano le notizie negative. Adesso, peraltro, ogni notizia può assumere contorni e sviluppare effetti ancora più negativi di quanto avrebbe fatto in passato.

Per fare una lista dei motivi ribassisti che dobbiamo aspettarci di vedere nelle prossime settimane, possiamo iniziare dal probabile downgrade per l'Italia da parte delle agenzie di rating Fitch e Standard & Poor's, che si esprimeranno alla fine di ottobre. Il rating dell'Italia è per ora due gradini sopra l'investment grade: perso questo livello i nostri bond governativi diventeranno junk bond, letteralmente bond spazzatura (rende l'idea). Se ora la situazione dell'Italia è molto difficile, dopo diventerà infinitamente peggiore.

Ci aspetta una probabile vittoria dei democratici alle elezioni americane di Midterm e, a seguire, un possibile impeachment per il presidente Trump; a questo potrebbe fare seguito una modifica riduttiva della sua poderosa riforma fiscale, che aveva spinto gli earnings aziendali e i mercati azionari americani e globali nell'ennesima accelerazione rialzista, quella degli ultimi 12 mesi.

Ci aspetta la prosecuzione inevitabile della guerra commerciale e dei dazi, non solo tra Cina e Stati Uniti, o Europa e Stati Uniti: questo scenario diventerà presto un gigantesco tutti contro tutti, poiché tutte le economie tenderanno a contrarsi, e dunque la tendenza dei governi sarà quella di attuare nuovi protezionismi. Ogni volta che in una pagina di storia appare la parola "protezionismo", in genere nella stessa pagina compare anche la parola "guerra".