Non si sblocca la situazione a Piazza Affari, con l'indice MIB che rimane incollato alla parte inferiore di quello che per lungo tempo è stato un sostegno per il mercato, prima di essere abbattuto alla fine di maggio. Una volta divenuta resistenza, la fascia in questione è stata sollecitata tre volte, includendo l'esperienza di questi giorni. Probabilmente questa resilienza discende dall'importanza ancora più strategica del supporto su cui in extremis la borsa italiana è rimbalzata.

Dunque formalmente il giudizio di fondo è sospeso: doppio minimo, o pausa prima di una nuova, letale gamba di ribasso? resta da stabilirlo. Certo è che il mercato non gode dei favori del pronostico: dopo la fine di aprile ci siamo soffermati su tutti i casi in cui l'indice MIB ha conseguito, appunto dopo il primo quadrimestre, una extraperformance superiore al 5% nei confronti dell'Eurostoxx50. La circostanza è stata sperimentata diverse volte dal 1987 in poi, e nel 75% dei casi la borsa italiana ha restituito dopo sei mesi questo surplus di rialzo: conseguendo una perdita media/mediana a doppia cifra percentuale. Le uniche eccezioni risalgono al 1993 e al 2003; subito dopo pesanti bear market: non è il nostro caso. Sicché permane una certa titubanza di fondo che induce alla cautela.

Ancora vivace Wall Street, che chiude ai livelli più elevati dallo scorso 2 febbraio. Come segnalato ieri, la prospettiva di migliorare i massimi di inizio anno da subito, senza aspettare la nota finestra stagionale favorevole; diventerebbe certezza una volta superata l'ultima resistenza commentata sul Rapporto Giornaliero.

Nota. Il presente commento è un estratto sintetico del Rapporto Giornaliero, pubblicato tutti i giorni entro le 8.20 da AGE Italia; pertanto eventuali riferimenti a studi tecnici vanno intesi riferiti ai grafici ivi riportati.