Stato di grazia per le quotazioni di Poste italiane mai così alte dall'ipo avvenuto a partire dal 12 ottobre 2015 a 6.70 euro, discostandosi nel tempo non di molto dai valori di partenza.

Come sottolineato in pieno marasma ribassista, vissuto dal Ftse Mib nell'ultimo periodo natalizio, le indicazioni fornite nell'analisi del 20 dicembre: "Poste Italiane: massima resilienza ai ribassi"  dimostrano la natura difensiva del titolo, capace non solo di resistere alle discese ma anche di apprezzarsi adeguatamente nelle fasi espansive.

Ciò appare evidente dal fatto che con una rete di vendita capillare e un business in crescita in tutti i settori di attività, Poste Italiane sfoggia dati di bilancio solidi, con ricavi stabili a 10,6 miliardi di euro e un utile netto in miglioramento a 690 milioni.

Risultati che consentiranno alla società di pagare uno dei dividendi più alti in borsa, con un pay out prossimo al 5.8%, insieme ad una crescita dei prezzi che supera il 20% dall'inizio dell'anno.

Infatti il trend rialzista è sostenuto da una corrente di acquisti costante e senza sussulti che proietta il titolo verso le resistenze di 8.85 e 9.25 in seguito.