Il mercato dimostra di apprezzare non poco l'esito delle elezioni americane di medio periodo. L'equilibrio conseguito fra i due rami del Congresso smussa gli spigoli della politica condotta dall'attuale amministrazione USA, a giudicare dal corposo risultato di ieri sera a Wall Street: per lo S&P è il bilancio migliore, per una seduta post-elettorale, dal 1982; il quarto migliore di sempre. In una nazione per certi versi sempre più simile all'Italia - ad esempio, il debito del settore Corporate per entrambi di poco superiore al 70% dei rispettivi PIL - ambo i contendenti possono rivendicare il proprio successo, e non a torto.

Wall Street è giunta al settimo giorno di rally. Rispetto alle attese della vigilia, il minimo di mercato è stato conseguito con una seduta di ritardo: lunedì 29 ottobre, anziché venerdì 26, come proiettato da tempo dai modelli previsionali. Il problema fondamentale ora è stabilire se questa poderosa reazione sia definitiva, o all'opposto una delle tante fiammate di quest'anno, destinata ad un certo punto ad esaurirsi. Dal punto di vista quantitativo il rally potrebbe essersi esaurito ieri: abbiamo ritracciato un canonico 61.8% del precedente ribasso, coincidente per puro caso con il massimo del 17 ottobre dal quale è partita la più recente gamba di ribasso.

Dal punto di vista qualitativo, per il momento non abbiamo ancora sufficienti elementi per deliberare: l'ADT11, riportato nel Rapporto Giornaliero di oggi, e che misura il livello di partecipazione al rialzo da parte delle società dello S&P500, si attesta correntemente a poco più del 60%. Un dato incoraggiante, ma ancora insufficiente. Vero è che la borsa americana può disporre ancora di alcune sedute prima che si chiuda la finestra di monitoraggio della qualità del rialzo. Altresì vero che un balzo come quello di ieri, nella prima seduta post-elettorale, non è privo di effetti di medio periodo, come commentiamo dettagliatamente nel rapporto di oggi. Ad ogni modo, questa mattina pubblichiamo - in esclusiva per gli abbonati - la proiezione per Wall Street fino ad aprile, sulla base dell'eccezionale performance di ieri di Wall Street.