Una volta completata la fase di smaltimento degli eccessi precedentemente accumulati, le borse saranno libere di ripartire alla volta degli obiettivi rialzisti. Casomai si tratterà di verificare la persistenza della rotazione settoriale abbozzata a partire da metà maggio.

Lo strappo di martedì non conosce ulteriore seguito, con gli indici di Piazza Affari ancora contenuti dalla resistenza opposta dalla media mobile a 200 giorni. In questo si scorge una prima, rilevante differenza rispetto all’andamento di Wall Street: dove lo S&P500 consolida sì, ma mantenendosi al di sopra del citato spartiacque tecnico; evidenziando in questo modo una certa forza relativa.

Dubitiamo che i tempi siano maturi per una definitiva ripartenza; anzi, come riferiamo nel Rapporto Giornaliero di oggi, le previsioni sono orientate per una terza decade di giugno all’insegna della lettera. Conferme provengono dalla stagionalità, tipicamente impegnativa una volta archiviate le sistemazioni tecniche trimestrali di giugno.

Si tratta in tutti i casi di aggiustamenti necessari dopo la sfrenata risalita successiva al minimo di marzo. Il rally in questione ha prodotto misure di partecipazione al rialzo pressoché plebiscitario. Ancora ieri sera ben l’82.5 percento delle società dell’indice MSCI Euro si collocava oltre la media a 50 giorni: segno che il consolidamento in atto risulta tanto prolungato quanto tutt’altro che incisivo.

Verosimilmente, una volta completata la fase di smaltimento degli eccessi precedentemente accumulati, le borse saranno libere di ripartire alla volta degli obiettivi rialzisti. Casomai si tratterà di verificare se la rotazione settoriale abbozzata a partire da metà maggio, troverà definitiva conferma: ci riferiamo al segmento Value rispetto al Growth, alle medie e piccole società rispetto alle grandi capitalizzazioni, a settori come il Retail o i trasporti rispetto al resto del mercato.

A Piazza Affari l’indice MIB è alle prese non solo con la citata media, ma anche con due evidenti ostacoli statici: segnatamente, il ritracciamento del 50% del declino di febbraio-marzo, e il livello dove l’impulso partito a metà maggio eguaglia la prima gamba di rialzo dopo il minimo di marzo.

Si tratta di una barriera che ben spiega l’incertezza degli ultimi giorni. Ma nella fondata ipotesi che questa resistenza venga finalmente superata a luglio, ad evidenza l’indice MIB avrebbe a quel punto strada libera fino alla ambiziosa proiezione successiva, peraltro coincidente con lo short stop mensile.