Inizio di settimana in recupero per Prysmian che cerca di colmare almeno in parte il tonfo di giovedì e costato una perdita di valore di quasi 10 punti percentuali.

A spaventare gli investitori è l'allarme causato dai continui problemi tecnici riscontrati nella sezione terrestre del cavo elettrico sottomarino, denominato WesternLink Cable project, vera spina nel fianco per la società che vede aumentare notevolmente i costi, all'inizio complessivamente stimati a 800 milioni.

L'impatto sui conti secondo gli analisti riguarderà un periodo limitato e non modifica in maniera sostanziale l'ottima dinamica del business, tanto che la revisione al ribasso del target price da 23.5 a 21.7 è comunque minima rispetto alle quotazioni attuali.

Del punto di vista tecnico dopo il brusco calo di fine dicembre con un minimo "ridicolo" a ridosso di 14.60 il titolo ha recuperato velocemente i 17 euro, vero spartiacque tra la due tendenza contrapposte.

Infatti i corsi in breve tempo hanno recuperato il terreno perso prima oltre i 18 euro  e successivamente a ridosso dei 19, resistenza adesso difficilmente superabile nel breve termine.

Lo scenario alternativo è rappresentato dall'aggravarsi delle criticità lungo il condotto WesternLink, tali da spaventare ulteriormente gli investitori, facendo ripiombare il titolo a ridosso del supporto di 16.40 euro, scenario possibile ma comunque lontano dal fair value del titolo.