Il recente ripiegamento consente di rimuovere parte degli eccessi maturati: una settimana fa ben l’87% delle 120 società del MSCI Euro quotava oltre la propria media mobile a 50 giorni.

Il test dei supporti favorisce a Piazza Affari una discreta reazione. Nulla di trascendentale ma, al pari di quanto occorso all’inizio del mese, il long stop giornaliero tiene e mantiene in vita l’uptrend di breve periodo (non solo quello, si capisce). Permane così questa condizione di equilibrio, con le impegnative resistenze già commentate che incutono non poco timore, ma con gli investitori che per ora non passano alla cassa. Si vede che di liquidità in circolazione ce ne deve essere non poca.

Respinto dalla resistenza appena sopra i 3400 punti, anche l’Eurostoxx compie qualche passo indietro, a sua volta contenuto dall’orbita della media mobile a 200 settimane, precedentemente superata. Il ripiegamento consente di rimuovere parte degli eccessi maturati: una settimana fa ben l’87% delle 120 società del MSCI Euro quotava oltre la propria media mobile a 50 giorni; oggi il dato si è ridimensionato al 59%, come riporta il rapporto di oggi. Non sappiamo se ciò basti a garantire una definitiva ripartenza; certo è che l’onere della prova spetta ancora ai ribassisti: che devono dimostrare che il recente spunto sia in effetti una falsa rottura bullish.

A proposito. La citata condizione di ampiezza pressoché plebiscitaria, è stata vantata in precedenza dalla borsa americana. Lo scorso 15 febbraio, più del 90% delle società incluse nel paniere dello S&P500, vantava una quotazione superiore alla propria media mobile a 50 giorni. Un dato piuttosto insolito quanto infrequente: dal 2000 si contano soltanto otto ulteriori precedenti, escludendo i casi che si ripetano a distanza di meno di 100 sedute dal precedente. Il seguito, come testimonia il Rapporto Giornaliero di oggi, è decisamente degno di nota; e consente di formulare precise proiezioni per lo S&P per le settimane a venire.