Mentre Piazza Affari è alle prese con il supporto di breve periodo, l'Absolute Breadth Index fornisce una indicazione di contenimento eccessivo dell'ampiezza di mercato. In passato in condizioni simili la correzione non ha tardato a manifestarsi.

Trump ha ragione. Non c’è granché feeling fra Wall Street e il governatore della Federal Reserve. Quando l’altro ieri è iniziata la conferenza stampa di Powell, a margine della riunione del FOMC, lo S&P500 quotava ancora 2952 punti. Ieri ad un certo punto l’indice americano ha lamentato un passivo di 50 punti; ed è stata la provvidenziale tenuta del long stop giornaliero, ad evitare il peggio.

Come segnalato lunedì mattina, il mercato azionario USA è ostaggio di una anomala convergenza fra S&P500 e VIX: con la volatilità salita, nei giorni più recenti, all’unisono con il mercato azionario. Una condizione insostenibile, data la tradizionale correlazione negativa che lega le due misure, e che in passato in effetti è coincisa con massimi di mercato. Una lettura che si lega bene con le attese di ridimensionamento dettate dal confronto fra la dinamica recente dello S&P e le prescrizioni dei nostri modelli previsionali. Nulla di drammatico: ci siamo soffermati ieri sull'entità del ripiegamento da aspettarsi per i prossimi giorni.

A proposito di long stop giornaliero, anche Piazza Affari è alle prese con il supporto di breve periodo. Anche dalle nostre parti si registra una tenuta confortante di questo argine; ma, venendo dalla recente sollecitazione del supporto, il passo indietro di ieri insospettisce. Il timore è che il FTSE MIB possa abbattere questa soglia, inaugurando una correzione qui degna di nota. Quando detto ieri a proposito dei rialzi imperiosi nel primo quadrimestre, è un severo monito per gli investitori domestici.