Dunque ha avuto ragione il Panic-Euphoria model (PEM) di Citi, nel rilevare una settimana fa condizioni di ottimismo analoghe a quelle di gennaio e di settembre 2018. Sebbene la circostanza sia stata evocata pubblicamente, abbiamo sottovalutato la minaccia.

Settimana drammatica, per certi versi senza precedenti, per molti versi lontana anni luce dalla dinamica che immaginavamo; e di questo, ci scusiamo con i lettori. È come se il mercato guardasse avanti, prefigurando scenari fuori dall’immaginazione dei più. Per entità della flessione, venendo da un massimo assoluto, è la prima volta nella storia che Wall Street cede così tanto.

Lo S&P dunque sfonda la media mobile a 200 giorni, inaugurando una formale correzione. Delle 36 correzioni dal 1950, 11 si sono trasformate in vero e proprio bear market; le altre 25 si sono limitate a portare al -14.3%, in media, il ripiegamento dai massimi. Una flessione che farebbe il paio con le implicazioni del setup noto come “December Low Indicator”, evocato pochi giorni fa, e basato sulle non frequenti circostanze in cui per l’appunto il minimo di dicembre è superato nel primo quarto dell’anno successivo.

Dunque ha avuto ragione il Panic-Euphoria model (PEM) di Citi, nel rilevare una settimana fa condizioni di ottimismo analoghe a quelle di gennaio e di settembre 2018. Sebbene la circostanza sia stata evocata pubblicamente, abbiamo sottovalutato la portata della minaccia. Bisogna dire che fino a martedì sera la situazione era ancora sotto controllo; ora, rischia di sfuggire di mano.

Occorre adottare decisioni dolorose: per quanto sia evidente la liquidazione in atto, e la possibilità di furiosi rimbalzi a breve, troviamo sensato ridurre il rischio: vale a dire, l’esposizione azionaria. Ancora non si registrano rotture primarie, ma c’è qualcosa che non quadra. Lo stesso fatto che lo S&P chiuda in negativo anche il mese di febbraio, fa riflettere: come segnaliamo nel rapporto stagionale che sarà pubblicato oggi pomeriggio, i 16 precedenti sperimentati dal 1950 non fanno dormire sonni tranquilli agli investitori.