La settimana si è aperta con pesanti perdite sui mercati asiatici, perché è aumentato il numero di casi di coronavirus al di fuori della Cina, alimentando preoccupazioni su una possibile pandemia globale. Almeno dieci città nell’Italia settentrionale sono in quarantena e il Carnevale di Venezia è stato interrotto.

L’azionario in Corea (-3,87%) ha registrato le perdite maggiori, l’ASX 200 (-2,25%) è crollato e il greggio WTI ha ceduto più del 2%. Anche Hang Seng (-1,70%) e Composite di Shanghai (-0,28%) sono scesi Il Giappone è rimasto chiuso per festività.

Le vendite hanno interessato anche i future sugli indici azionari USA ed europei, perché si teme che la diffusione del coronavirus contrasti le prospettive di crescita in tutto il mondo. Gli umori sul mercato cambiano così rapidamente perché nessuno può dire quale sarà il vero impatto del virus sull’economia. Ma è certo che l’interruzione delle attività economiche si tradurrà in utili societari più bassi e crescita più debole per lo meno nella prima dell’anno. Il tempo, e i dati, riveleranno l’impatto reale sulle economie.

Alla luce di tutto ciò, gli attuali livelli da record sulle borse USA sembrano eccessivi. C’è il rischio di una brusca correzione al ribasso, anche se non escludiamo la possibilità che le prospettive di maggiori supporti monetari dalle banche centrali possano sostenere un rally dell’azionario USA dopo un potenziale shock al ribasso; in quel caso, solo gli investitori con nervi saldissimi sarebbero premiati.